L'Italia è membro dell'IFHAR

Ritratto di enricoquerci

Lunedì 5 ottobre all'indomani di un'edizione storica dell'Arc de Triomphe (la vittoria di Golden Horn e Lanfranco Dettori, la sconfitta di Treve e Thierry Jarnet, l'ultimo Arc nella Longchamp pre-ristrutturazione), si è tenuta a Parigi l'assemblea generale dell'International Federation of Arabian Horse Racing (IFAHR).

l'IFAHR è un'associazione no profit creata nel 1999 con l'intento di mettere in collegamento e far collaborare tutte le associazioni nazionali e internazionali che si occupano dell'organizzazione e della promozione delle corse del Purosangue Arabo. Le nazioni fondatrici furono: Germania, Belgio, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Svizzera, Regno Unito, Austria, Olanda, Russia, Arabia Saudita, Stati Uniti d'America, Turchia, Egitto, Spagna, Svezia, Marocco e Polonia.

A queste 17 nazioni nel corso delgi anni si sono aggiunte anche Algeria, Australia, Brasile, Iraq, Iran, Libano, Libia, Norvegia, Portogallo, Oman, Siria e Tunisia.

L'IFAHR, in pratica si occupa di armonizzare i regolamenti delle corse dei paesi membri al fine di selezionarela razza per quei cavalli dedicati all'attività ippica. Infatti, l'altro settore molto importante per l'allevamento del Purosangue Arabo è lo Show che vive una propria vita. Il cavallo arabo, infine, è quello quasi esclusivamente utilizzato nelle competizioni di endurance.

L'IFAHR è anche l'associazione che cura la tenuta del Pattern Races Book e che attribuisce le corse di Gruppo alle varie nazioni. Va da se che per poter organizzare una corsa di Gruppo per Purosangue Arabi, una nazione deve essere iscritta all'IFAHR: ecco perché l'Italia era esclusa dal giro delle corse di selezione, non essendo membro di questa associazione internazionale. Una vera e propria lacuna perché in Italia si allevano molti più cavalli e si organizzano molte più corse che non in buona parte dei Paesi associati. Ebbene, dal 5 ottobre questa lacuna è stata colmata perché il Ministero dell'Agricoltura, rappresentato a Parigi dalla dottoressa Nazio supportata da Annalisa Landucci dell'ANICA, ha presentato la domanda di associazione all'IFAHR per l'Italia e questa è stata accolta all'unanimità.

Certamente una buona notizia, questa, perché adesso anche noi possiamo ambire a ospitare corse di selezione. Il processo è stato molto lungo e per niente indolore ma caratterizzato da un paio di passaggi significativi. Il primo, la modifica del nostro regolamento delle corse che permette a tutti i cavalli qualificati WAHO (l'associazione internazionale che regola la tenuta degli Stud Book nei Paesi membri), e la presentazione della domanda di associazione all'IFAHR formalizzata nel corso della conferenza internazionale del cavallo arabo che si è tenuta in maggio a Varsavia.

I prossimi passi saranno il riconoscimento a Listed di alcune corse italiane, passaggio intermedio necessario per ambire alla successiva qualifica di "corsa di Gruppo". Chiariamo subito che non sarà cosa né facile né scontata e che i rappresentanti del Ministero dovranno essere diplomatici ma molto decisi perché le opposizioni saranno tutt'altro che labili.

In ogni caso un nuovo corso è adesso iniziato, questo potrebbe attrarre sponsor (cosa già verificatasi a Roma e che si verificherà a Milano il prossimo 18 ottobre, giorno del Gran Premio del Jockey Club, con la disputa di una ricca corsa per i PSA) e un'ulteriore spinta potrà essere data dalla conferenza internazionale che si terrà nel maggio del prossimo anno proprio a Roma, accompagnata come di consueto da alcune corse di alto livello all'ippodromo delle Capannelle.