La Lupa

Ritratto di enricoquerci

Scrivere un libro non è una cosa che capita tutti i giorni.

Trovare un editore che pubblica il tuo libro, oltretutto al primo tentativo, è cosa rara.

Ottenere un discreto successo con questo libro, esaurendo la prima edizione in tre settimane e arrivando alla terza ristampa in meno di un anno, è un bel risultato.

Partecipare a un prestigioso concorso letterario come il Bancarella Sport e non essere ammessi alla finale, quasi scontato.

Partecipare anche al concorso letterario dedicato ai libri che parlano di sport più vecchio d'Italia, quello del CONI, giunto alla XLIX edizione, non vincerlo ma ottenere una 'menzione speciale', una soddisfazione grande. La qualificata giuria di questo concorso presieduta Walter Pedullà, Professore emerito de La Sapienza di Roma e per 8 anni presidente della RAI, ha però scelto il libro su Laghat con questa motivazione, letta da lui nel Salone d'Onore del CONI il 30 novembre 2015, giorno delle premiazioni del concorso.

"Menzione speciale a Enrico Querci per 'Laghat il cavallo normalmente diverso' edito da Pacini. Storia di un cavallo che vinse molte gare nonostante fosse quasi cieco.

La raccontano, oltre a Querci, i fantini che lo hanno guidato verso i successi nonché il cavallo stesso, visto che si tratta di una favola a lieto fine.

In brevi corsivi appare anche l'ippica con il suo dizionario (perché il Derby si chiama Derby?), con qualche allevatore, per esempio Tesio, e con qualche purosangue, per esempio Ribot, che più puro di così non si può essere! Fu battuto ma solo in popolarità da Red Rum, che riceveva più lettere della Regina Elisabetta."

Ricevere poi il diploma d'onore e la statuetta della Lupa con la targa commemorativa dell'evento e del premio dalle mani del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, una bella sensazione rafforzata dal fatto che il premiante si è abbassato (è molto più alto di me che non sono un nano!) per dirmi a bassa voce: "Io questo libro lo voglio proprio leggere, me ne fai avere una copia?".

Insomma, quando si partecipa a una competizione il desiderio di vincere è primario anche se poco decoubertiano ma salire sul podio è già un onore, quando poi a precederti sono un decano come Italo Cucci, caposaldo del giornalismo sportivo in Italia, e la più giovane ma non per questo meno brava Gaia Piccardi, che scrive per il Corriere della Sera.

I primi due hanno vinto un premio in denaro e, certo, non si sputa mai sui soldi, soprattutto in periodi come questo. Però, visto che si tratta di cifre che certamente non cambierebbero la vita a nessuno, la riflessione che faccio è questa. Quei soldi, per quanto utili, sarebbero andati a finire probabilmente in bollette, dentista, frutta e verdura. La statuetta della Lupa che ho portato a casa, invece, resterà per sempre come ricordo indelebile di una giornata veramente particolare.

 

   

 

Foto della premiazione CONI/Pasquale Carbone - GMT