Mil non c'è più

Ritratto di enricoquerci

Mil non c’è più. Non sembra possibile, eppure è così. Stavamo aspettando questo momento dopo che le notizie dal Marocco, quel 28 febbraio, ci avevano fatto capire che molto difficilmente lo avremmo potuto rivedere come lo avevamo i

mpresso nelle nostre memorie. Anzi, piuttosto che vederlo incosciente e ridotto a una vita vegetale, abbiamo sperato nel nostro intimo che la sua sofferenza avesse fine, anche se lui non stava più soffrendo ma soffrivano quelli che sono andati laggiù e gli sono stati vicini nelle ultime ore e anche tutti noi che lo abbiamo avuto nei nostri pensieri da lontano. Giorgio prima, Giuseppe e Mario dopo: questi ultimi due c’erano quando se n’è andato. Lui non se ne sarà accorto, però sapere che due dei suoi amici più cari lo hanno accompagnato nel suo ultimo viaggio, ci ha confortati.

Mil non c’è più. E a ciascuno di noi sarà ripassata davanti agli occhi la parte di vita che assieme a lui ha condiviso. Per breve o lunga che sia stata, Mil ha lasciato il segno dentro di noi. Aveva la capacità innata di farti sentire una persona speciale per lui e che quello che stavi facendo con lui o per lui, fosse veramente importante. Era una persona trasparente alle emozioni, a quelle positive come a quelle negative: guai a trovarsi a tiro se era “arrabbiato”! Quel fiume in piena ti faceva dimenticare che poco prima era placida laguna, cosa che sarebbe ritornata dopo qualche tempo, mai subito. E se il torto che aveva subito era grave, c’era da star tranquilli che per lui quella persona non sarebbe più esistita. Per sempre.

Mil non c’è più. Ci mancheranno i suoi modi di fare, le sue affettuosità, i suoi sbalzi di carattere, il suo trasformare in inferno quello che fino a poco prima era stato paradiso. Ci mancherà la sua emotività, il suo amore per i cavalli e la sua passione, la sua professionalità, il suo genio nell’allenare i Purosangue. Come dimenticare le sue lacrime, la sua incredibilità in quel giorno di maggio del 2005, alle Capannelle, quando portò al successo il suo De Sica e la sua gioia, la sua felicità che volle condividere con tutti gli amici di quella che da non molto era la sua nuova casa. Una serata che già era indimenticabile e che adesso lo sarà anche di più.

Mil non c’è più. Il nostro caro amico ha raggiunto il fratello ed è molto triste pensare a una madre che accompagna al cimitero i suoi due figli. Che le nostre preghiere vadano anche a Totò, madre orfana.
E orfani lo siamo anche noi, della sua persona, della sua amicizia, dei suoi consigli, dei suoi strilli. Ciascuno di noi è stato almeno una volta il suo paciarotto e questo ci ha fatti sentire importanti per lui, se avevamo meritato quel nomignolo che dispensava a uomini, donne e cavalli a lui cari. Noi paciarotti, orfani del nostro Mil.

Mil c’è e ci sarà sempre. Perché le persone come lui non ci lasciano mai. Mai.

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