Ale & Salvo

Nei giorni scorsi ho partecipato per la prima volta a un’unione civile. A sposarsi sono stati Alessandro (che per anni è stato il mio migliore amico) e Salvatore (che invece ho conosciuto solo pochi giorni fa).

Dopo che io mi sono sposato, 35 anni fa, Ale e io ci siamo sentiti con tempi sempre più diluiti.

Talvolta siamo stati anni senza avere notizie dirette l’uno dell’altro, ogni tanto un messaggio per gli auguri di compleanno o di Natale, ma quando le amicizie sono sincere e l’affetto reciproco reale, basta un niente per ritrovarsi.

Questa volta il “niente” è stato il suo matrimonio con Salvatore e, visto che ero stato invitato, ci tenevo a conoscerlo prima del giorno fatidico: non avrei sopportato una presentazione a pochi minuti dal “SI” che si sarebbero scambiati reciprocamente.

Quindi, nel giro di un paio di settimane, ci siamo visti non una ma bensì due volte. Devo essere sincero, mi è sembrato di non esser stato così tanto tempo senza frequentare Alessandro e la confidenza tra noi è rimasta immutata. Abbiamo ripreso un discorso che sembrava essersi interrotto solo qualche tempo prima.

È stato bello rinverdire i tempi passati: la discoteca, le amicizie comuni, certi episodi esilaranti. E mentre ce la ridevamo a crepapelle, Salvo penso che abbia capito cos’era stata e cos’è la nostra amicizia.

Certo, Ale è più vecchio di me di qualche anno e dà segni di un rincoglionimento avanzato perché non ricordava certi fatti eclatanti, come l’occasione nella quale mi confidò la sua omosessualità. Credo di esser stato il primo amico a cui lo raccontò.

Così, a distanza di 35 anni, lui ha potuto ricambiare l’invio che ricevette per il mio matrimonio e io accettarlo.

La cerimonia in Comune, a Livorno, officiata da un’amica degli sposi è stata commovente, come qualsiasi altro matrimonio di persone a me care al quale ho partecipato. La cerimoniante ha speso per gli sposi parole sincere e molto sentite con la voce spesso rotta dall’emozione mentre Ale e Salvo non riuscivano a trattenere le loro, di emozioni.

Dopo il Comune tutti gli invitati si sono ritrovati in un luogo tra Livorno e Pisa, una festa informale dove ciascuno era libero di poter trovare il suo posto e la sua compagnia. Una bella festa.

Ci sono due cose che in particolare mi hanno colpito durante questa unione civile e i successivi festeggiamenti.

La prima è negativa ma non dipende dai miei amici: l’officiante mentre seguiva le formule di rito, ha sottolineato come la lettura di alcuni articoli del (credo) codice civile, possono essere omessi in un matrimonio etero mentre è obbligatorio per un’unione civile. Perché? In fin dei conti richiamano a degli obblighi e doveri reciprochi che sono validi per tutte le nuove famiglie …

La seconda è molto positiva ed era la presenza a questa festa di tanti, tanti, tanti bambini. Gli spazi aperti e la mancanza di formalismo dell’apericena hanno permesso a loro di divertirsi senza esser obbligati a stare seduti a tavola. Ma la cosa veramente bella è che tutti questi bambini hanno partecipato a l’unione di due uomini che si amano e che hanno formato una famiglia e cresceranno trovando normale altri episodi simili.

Felice di averti ritrovato Alessandro, felice di averti trovato Salvatore: buona vita!

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