Alfa, il ragazzo che ha sognato a San Remo

Ha 23 anni Andrea De Filippi, Alfa sul palcoscenico di San Remo, dove è in gara con una canzone divertente, Vai! (uh uh) con un ritornello che potrebbe diventare un tormentone tra i ragazzi.
Credo che potrei ascoltare le sue canzoni per non più di cinque minuti, ho una certa età, però mi è stato da subito simpatico quando l’ho visto nelle prime esibizioni sanremesi.
Nella sera delle cover, non so se per sua scelta o della sua casa discografica, si presenta al fianco di Roberto Vecchioni, 80 anni già compiuti, per cantare Sogna, ragazzo, sogna una canzone del 1999, nata un anno prima di Alfa.
Sul palco di fatto una coppia che può rappresentare un nonno e un nipote, anche visivamente.
Roberto rugoso, rimpicciolito dall’età, Andrea florido nella bellezza della sua gioventù e prima che inizino ti domandi: e adesso?

Quello che accade e accadrà lo percepisci subito, dalle prime note, dalle prime parole di questa bellissima canzone, dalle espressioni di Roberto ma, soprattutto, da quelle di Andrea.
Inizia a cantare Vecchioni e Andrea lo guarda con un’espressione di stupore, scuote la testa, toglie l’ear monitor come dire: “Ma io sto per cantare con LUI? Fammi sentire le voci senza filtri”
E poi il vecchio e il giovane si alternano e cantano assieme, all’unisono, e le due voci si amalgamano sui versi del poeta milanese.
Nel corso dell’esibizione lo stupore di Andrea si trasforma in felicità, accenna a qualche saltello ma è solo per tenersi sveglio, come per dirsi: “Si sta accadendo, accade davvero”.
Il grande Roberto più volte fa un passo indietro, per lasciare il proscenio al giovane cantante che lo va sempre a riprendere e a riportare con sé davanti al pubblico.

E poi, dove la canzone dovrebbe finire, invece Vecchioni lancia un invito ad Andrea:

… ti ho lasciato un foglio sulla scrivania, manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu

E questa volta la conclusione è sulle barre di Alfa:

Io voglio scrivere, cancellare e riscrivere
Strappare delle pagine usare l’inchiostro invisibile
Per poterlo nascondere e non lasciarne traccia
Non so se sarà poesia oppure solo carta straccia
In fondo c’ho solo 20 anni, lo sai che cosa sento
Tutta la vita davanti eppure sto perdendo tempo
C’è chi corre perché scappa, chi corre perché insegue
Io corro perché solo quello mi fa stare bene
Salgo sopra questo palco, per giocare con la vita
Ma se mi si spezza il fiato, se vuoi spezzo la matita
Più basso è il punto di partenza più alta è la salita
Ma spero che il panorama valga tutta sta fatica
Non so che cos’è l’amore, ma a volte lo percepisco
In un tramonto, in uno sguardo, in un disco
Se mi guardo attorno penso che son fortunato
Non so chi ha creato il mondo
Ma so che era innamorato

La gioia di un saggio poeta cantante per aver regalato un sogno a un ragazzo che questa sera, sul palco di San Remo, ha sognato e si è commosso: ho trovato sorprendente questo duetto perché, a mio avviso, era tutt’altro che scontato che si creasse un momento così sinceramente, magico.

Forse il tutto un po’ sciupato dallo scoprire, il giorno dopo, che il tour di Alfa nei palazzetti dello sport si chiamerà proprio
Non so chi ha creato il mondo Ma so che era innamorato

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