Convegno MASAF nel Derby Day: l’intervento su Laghat

Domenica 19 maggio il giorno del 141Β° Derby Italiano a Roma Γ¨ stato aperto da un convegno dal titolo πˆπ‹ π‘π”πŽπ‹πŽ 𝐃𝐄𝐋 ππ”π‘πŽπ’π€ππ†π”π„ πˆππ†π‹π„π’π„ ππ„π‹π‹πŽ π’π•πˆπ‹π”πππŽ 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 π’πŽπ‚πˆπ„π“π€β€™ organizzato dal MASAF e al quale hanno partecipato importanti personaggi del mondo ippico nazionale e internazionale (locandina e partecipanti in questo articolo).
Ho avuto l’onore di essere invitato anche io per parlare delle esperienze che ho avuto grazie ai libri che ho scritto su Laghat e sulla sua importanza nel mondo della comunicazione.
Con questo intervento ho chiuso i lavori.

======

Sono Enrico Querci, giornalista ippico, fotografo e scrittore. Vengo da Livorno, in Toscana.
Sono stato invitato dal Direttore Generale per l’ippica del MASAF, il dottor Remo Chiodi, perchΓ© nel 2014 ho scritto un libro, il mio primo di cinque.
Può sembrare strano ricevere un invito per un libro scritto 10 anni fa, ma non è così e vi spiego perché.

Il titolo del libro Γ¨ Laghat, il cavallo normalmente diverso.
PerchΓ© un libro su Laghat: Γ¨ un Purosangue, nato nel 2003 in una scuderia vicino a Roma, l’Azienda Agricola Rosati Colarieti.
Laghat era un bellissimo e promettente puledro ma si ammalΓ² gravemente.
In seguito entrambe gli occhi furono colpiti da una micosi che lo rese totalmente cieco da un occhio e quasi completamente dall’altro.
Riesce a percepire la differenza di luce tra il giorno e la notte e la sagoma di chi gli sta vicino.
La micosi gli ha anche cambiato il colore degli occhi: sono diventati azzurri, lo stesso colore di quel cielo che non puΓ² piΓΉ vedere.
Ma, nonostante ciΓ², ha vinto 26 volte nelle 137 corse ufficiali che ha disputato negli ippodromi italiani.
Non ha mai causato interferenze con altri cavalli, non Γ¨ mai caduto e nΓ© ha mai fatto cadere nessuno ed Γ¨ sempre stato determinato a vincere.
Tutto questo Γ¨ stato possibile grazie alle persone, specialmente il suo proprietario Federico De Paola, che lo hanno amato e aiutato a essere ciΓ² per cui Γ¨ nato: un cavallo da corsa.
È stato ritirato dalle corse nel 2015.

La storia Γ¨ raccontata in prima persona da alcuni di questi testimoni: l’allevatore, l’allenatore, il fantino con sui ha debuttato e vinto, il proprietario.
La storia del cavallo si intreccia con quella di questi uomini.
Ma non Γ¨ tutto, perchΓ© ho dato voce a Laghat che racconta come vive il passaggio da una vita normale a una vita nell’oscuritΓ .

Il libro Γ¨ uscito nel novembre 2014 e tutte le copie sono state vendute in pochi giorni e questo Γ¨ stato sorprendente per l’editore e anche per me, ovviamente!
Dopo la prima edizione, il libro Γ¨ stato ristampato 5 volte continuando a suscitare l’interesse dei lettori e non solo.
Qual Γ¨ stato l’impatto di questo libro sulla comunicazione all’interno e all’esterno del mondo dell’ippica? È stato enorme.
Questa storia ha superato i confini degli ippodromi e dell’Italia quando Laghat era prossimo a vincere la sua ventesima corsa.
Le televisioni nazionali e quelle straniere, le riviste e i giornali sono venuti a Pisa per raccontare la sua storia.
Ho presentato questo volume ovunque: in librerie, maneggi, agriturismo, festival dello sport e in molte cittΓ  dove i cavalli sono molto amati perchΓ© sede di manifestazioni popolari che li vedono protagonisti.
Sono stato in tournee con il mio libro in Sardegna, un’altra regione dove i cavalli fanno parte della vita quotidiana delle persone.
Il libro Γ¨ stato premiato dal CONI, il comitato olimpico italiano.

Laghat Γ¨ diventato sempre piΓΉ popolare, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.
È stato la chiave per aprire i cuori delle persone e portare la loro attenzione sui temi della disabilitΓ  e dell’inclusione.
PoichΓ© Laghat Γ¨ stato da subito popolare anche tra i bambini, nel 2018 in accordo con Pacini Editore abbiamo deciso di scrivere e disegnare la storia illustrata di Laghat. I disegni sono stati realizzati da un talentuoso artista al suo debutto editoriale, Vincenzo BasiricΓ².
Sono stato in molte aule per incontrare giovani studenti e le loro domande sono state stupefacenti.
Incontrare i bambini Γ¨ stata in assoluto una delle esperienze che questo libro mi sta regalando.
Sì, continua a farlo perché gli insegnanti mi contattano ancora per raccontare questa storia nelle loro scuole.
Centinaia di persone, bambini, amanti dei cavalli, sono stati a San Rossore dove Laghat vive tuttora per incontrarlo, per accarezzargli il muso, per dargli da mangiare mele e carote.

Se si cerca la voce β€œLaghat” su Google si ottengono 4.120.000 risultati.
La storia infinita di Laghat mi sta ancora regalando emozioni.
Infatti, Γ¨ in lavorazione un film ispirato al libro e lo vedremo al cinema l’anno prossimo in Italia e, speriamo, all’estero.

Nei giorni scorsi stavo pensando a come rispondere a una delle domande poste dal titolo del mio intervento quando ho incontrato una persona che, adesso, Γ¨ un nuovo amico.
Si chiama Matteo, ha 36 anni ed Γ¨ cieco dalla nascita. È un atleta paralimpico ed Γ¨ campione del mondo di tiro con l’arco, titolo conquistato nel 2023.
È la prima volta nella mia vita che parlo a lungo con una persona non vedente e che mi relaziono con essa.
Ho notato che usa i verbi vedere e leggere come se vedesse e leggesse normalmente.
Abbiamo parlato del mio libro e mi ha chiesto di inviargli un file in modo che anche lui potesse leggerlo.
Io l’ho fatto la sera tardi e la mattina presto lui mi ha mandato un messaggio.
Matteo ha letto il libro tutto d’un fiato, alcuni passaggi lo hanno commosso e ha trovato molti punti di contatto tra la storia di Laghat e la sua.
Mi ha detto: β€œSono molto arrabbiato quando la gente dice che i paratleti sono dei super eroi. No, noi siamo atleti che si allenano e lavorano duramente per raggiungere il loro obiettivo: vincere le gare come qualsiasi altro atleta normale cerca di fare. Noi non siamo speciali”.

Alla fine del libro Laghat dice di considerarsi un cavallo fortunato perchΓ© ha avuto attorno a sΓ© molte persone che gli hanno voluto bene. Si chiede anche come avrebbe potuto essere la sua vita se fosse stata senza quella malattia. La risposta che si dΓ  Γ¨ che la sua vita Γ¨ felice e non l’avrebbe cambiata con una vita normale.

Matteo ha commentato questo pensiero con queste parole: β€œI miei amici mi chiedono spesso se rimpiango la mia condizione e se vorrei avere una vita a colori, ma io rispondo di no. Ho la mia vita, la mia famiglia, il mio sport, i miei amici e sono d’accordo con Laghat al cento per cento”.

Quindi, secondo me, il successo di questo libro Γ¨ nel titolo: quando la differenza diventa normalitΓ , la vita Γ¨ bella.
Per tutti.

Β  Β 
Follonica 15/05/24
Laghat al convegno organizzato dal MASAF
keyboard_arrow_up